Sicilia Rurale

Tracciabilità chimica e genetica nel futuro dei prodotti a marchio bio, Igp, Dop

(di Angela Sciortino)  Il crescente interesse dei consumatori per i prodotti tipici che si fregiano di un marchio europeo di qualità, bio, Igp, Dop o Stg, spinge oggi la ricerca verso l’individuazione di tecniche di indagine innovative da utilizzare come strumento di tracciabilità e verifica dell’origine e della tipicità di tali prodotti alimentari. Per fornire al consumatore la massima garanzia sulla qualità e origine dei prodotti e scongiurare eventuali frodi alimentari, risulta strategico affiancare un sistema di tracciabilità chimica e genetica del prodotto al modello di tracciabilità documentale che prevede la determinazione, rilevazione e registrazione dei “dati fondamentali”.

Per il perseguimento di questo obiettivo il Crea, il Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura di Acireale (Ct) si è avvalso di tecniche di indagine innovative come spettrometria di massa isotopica, analisi multielementare degli elementi in tracce, analisi di spettroscopia nel vicino infrarosso, analisi di caratterizzazione metabolomica e di strumenti genetici, con particolare riferimento ai marcatori molecolari a singolo nucleotide e di regioni del genoma. Il tutto per ottenere un “fingerprinting” (una sorta di impronta digitale) da utilizzare come strumento di classificazione e verifica dell’origine e della tipicità. L’applicazione di approcci chemiometrici di analisi statistica multivariata ha consentito infine di validare la robustezza del sistema di tracciabilità d’origine implementato.

Di tutto questo si parlerà nel corso del convegno “La tracciabilità delle produzioni per la valorizzazione dell’offerta agrumicola siciliana” che, organizzato dal Crea, si svolgerà venerdì 15 giugno alle 9,30 presso la Sala convegni “Giacomo Lanza” in Corso Savoia, 190 ad Acireale.

Dopo i saluti di Salvatore Parlato, presidente del Crea, di Paolo Rapisarda direttore del Crea-Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura e di Salvatore Scalia, Commissario Straordinario Comune di Acireale, si entrerà nel cuore dell’argomento con Margherita Amenta, Concetta Ricciardello e Simona Fabroni, tutte ricercatrici Crea che esporranno rispettivamente: Tracciabilità chimica integrata per la valorizzazione delle produzioni agrumicole a marchio di qualità, Tracciabilità genetica di agrumi tipici siciliani e Tracciabilità delle produzioni agrumicole biologiche. A seguire gli interventi di Federica Argentati, presidente Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, Giacomo Gagliano, direttore Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari della Sicilia (Icqrf). Le conclusioni sono affidate all’eurodeputato Giovanni La Via e all’ assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, Edy Bandiera.

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