Sicilia Rurale

Prodotti a km0, internet e sharing economy, a Palermo apre il primo Alverare che dice sì!

(di Luigi Noto) Un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti agroalimentari locali utilizzando internet e la sharing economy: questa l’idea alla base de L’Alveare che dice Sì!. Nel progetto, il primo mercato on-line che funziona come come un gruppo d’acquisto solidale, tecnologia e agricoltura sostenibile vanno dunque a braccetto.

L’inaugurazione del primo Alverare che dice sì! è prevista a Palermo per martedì 27 novembre alle ore 18,30 presso il locale Officina Di Dio di via G. Puglisi Bertolino (dopo piazza Sturzo).

Il progetto, dopo il grande successo ottenuto in Francia, intende portare anche in Italia il nuovo modo per fare la spesa. Tramite la piattaforma www.alvearechedicesi.it, produttori locali e consumatori si uniscono per sostenere il consumo di prodotti freschi, genuini e a chilometro zero. Il progetto nato in Francia nel 2011 col nome di “La ruche qui dit oui” e sviluppatosi rapidamente a Torino e Milano, e nel resto d’Italia (in soli due mesi si contano già oltre 120 gli “Alveari” di cui 80 circa in fase di realizzazione), è una startup nata nel 2016 e incubata presso Treatabit, il percorso per le startup digitali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino.

Il progetto, dopo avere conquistato i consumatori di Torino e Milano, adesso arriva anche in Sicilia con le medesime caratteristiche delle altre iniziative italiane e francesi: cibo sano, di qualità e prezzi equi, acquisto on-line, ritiro degli acquisti presso l’Alveare Officina e incontro con i i produttori e allevatori di Palermo e provincia (in questa prima fase sono già dieci) che fanno parte dell’Alveare rifornendolo ogni settimana coi loro prodotti. 

L’Alveare che dice Sì! è una piattaforma online che permette una distribuzione più efficiente dei prodotti locali, per dar vita ad un modello di impresa sociale. Unendo agricoltori, cittadini consapevoli e innovazione digitale, la piattaforma di vendita favorisce gli scambi diretti fra agricoltori locali e comunità di consumatori che si ritrovano una volta alla settimana creando piccoli mercati temporanei a Km 0, conosciuti come Alveari. Ad oggi sono più di 800 gli Alveari presenti e operavi in Francia, e oltre 40 numero in Italia.

Ma vediamo più nel dettaglio come funziona L’Alveare che dice sì! I produttori locali presenti nel raggio di 250 km si iscrivono al portale www.alvearechedicesi.it e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, latticini, formaggi. I consumatori che si registrano sul sito posso acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. Il ritiro dei prodotti avviene settimanalmente nel giorno della distribuzione organizzata dal gestore dell’Alveare, cioè colui che ha preso l’impegno di tenere il contatto con gli agricoltori e che si occupa di pianificare eventi, aperitivi e visite guidate nelle aziende dei produttori per creare un vero network di relazione e conoscenza diretta. Per l’Alveare che sta per aprire i battenti a Palermo, il gestore è la giornalista Marta Genova. 

L’incontro tra agricoltori e consumatori può avvenire in luoghi diversi, dal bar al ristorante, alla sala dell’associazione che mette a disposizione i propri spazi. Lo spirito però è sempre lo stesso: permettere ai produttori di vendere direttamente e in modo facile e dare ai consumatori accesso ad alimenti freschi, locali e di qualità, rivalutando il cibo e il suo ruolo nella promozione di uno stile di vita sano.

In questo meccanismo, che mette al centro la comunità e la genuinità dei prodotti, è fondamentale il ruolo della tecnologia: la piattaforma è stata sviluppata lavorando a stretto contatto con gli utilizzatori, per modernizzare ed accelerare la filiera corta e promuovere un modello di commercio più equo.

Per info: www.alvearechedicesi.it; https://www.facebook.com/events/444095409329848/?ti=as

© Riproduzione Riservata