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Pagamento accoppiato Pac per il grano duro: obbligo di seme certificato
di redazione siciliarurale

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La nuova Politica Agricola Comune entrata in vigore quest’anno, ha previsto il pagamento accoppiato Pac per chi produce grano duro. Ma per aderire a questo pagamento l’agricoltore è tenuto, ad osservare alcune condizioni:

  • il primo riguarda l’impiego di sementi certificate, cioè con la cartellinatura del Crea. Non si potrà usare il seme aziendale, quello cioè ricavato dal raccolto dell’anno precedente;
  • le aziende bio possono utilizzare sementi convenzionali qualora quelle in forma biologica non siano disponibili sul mercato;
  • l’agricoltore si deve impegnare non solo a seminare il grano duro, ma anche a coltivarlo e a mantenerlo fino alla maturazione piena delle cariossidi.
  • Cosa molto importante, l’operatore dovrà rispettare i dettami della condizionalità rafforzata: non bruciare la paglia dopo il raccolto, pratica ancora diffusa in alcuni areali e dedicare il 4% della superficie ad aree non produttive e altro ancora.

Per quest’anno il pagamento unitario erogato è stato di 87,07 euro ad ettaro, a fronte di oltre 888mila ettari accertati. Per l’imminente campagna agraria tutto dipenderà dal numero di agricoltori che faranno richiesta e dall’ammontare di ettari presentato per ottenere il sostegno.

Pagamento accoppiato Pac: quali regioni

Per il sostegno accoppiato al frumento duro si applica solamente alle regioni del Centro e Sud Italia, in particolare: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio e Marche. Dunque, gli agricoltori che hanno l’azienda agricola in queste regioni potranno fare richiesta per il sostegno accoppiato.

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