Sicilia Rurale

Nell’azienda silvo-pastoriale di Troina gli asinelli della legalità prendono il posto dei clan

(di Angela Sciortino) Nei terreni fino a poco tempo in mano ai clan mafiosi da cui traevano cospicui premi comunitari, pascolano adesso più di cento asinelli.

Venti sono stati regalati dalla Regione siciliana, gli altri sono stati acquistati grazie a una campagna crowdfunding lanciata su www.laboriusa.it (piattaforma dedicata al servizio della raccolta fondi “dal basso”) che è stata battezzata “legalità di razza”. 

Gli asinelli avranno a disposizione ben 4200 ettari, quelli dell’Azienda Speciale Silvo Pastorale, istituita dal comune di Troina nel 1963 per la valorizzazione di questa parte del patrimonio boschivo che ricade nel comprensorio dei Nebrodi. Sono gli stessi che vennero donati alla popolazione locale dal Gran Conte Ruggero quando nove secoli fa fece di Troina la prima capitale normanna di Sicilia e che per secoli hanno costituito una risorsa vitale per la comunità.

La campagna di raccolta fondi contro le “vacche grasse” della mafia per riportare tra i boschi “quel fresco profumo di libertà”  tanto caro a Paolo Borsellino, ormai si è chiusa e il progetto, promosso dal sindaco di Troina Sebastiano Fabio Venezia insieme all’Azienda Speciale Silvo Pastorale, comincia a prendere forma.

Il sindaco di Troina, Sebastiano Fabio Venezia, insieme a un asinello della legalità

Nei terreni dove fino a qualche anno fa facevano affari le stesse famiglie di sempre che affittavano i terreni a 15 euro ad ettaro e poi incassavano fino a 400 euro con i finanziamenti europei senza produrre nulla (oggi le aziende dei clan sono colpite da interdittiva grazie all’azione di denuncia del sindaco Venezia), nascerà un allevamento di razze autoctone in via di estinzione. Ma non ci fermerà a questo perché si prevede che il progetto a regime possa dare lavoro a 60 giovani.

Nel delicato ecosistema del bosco sui Nebrodi, infatti, i giovani impegnati nella conduzione dell’azienda silvo-pastorale produrranno latte, trasformeranno il legno ricavato dalla pulizia del bosco, organizzeranno escursioni, pet therapy, laboratori didattici. Con la ristrutturazione della caserma Sambuchello che verrà realizzata grazie a un finanziamento regionale di 2,5 milioni di euro, verrà realizzato un “Geo Resort” per la fruizione turistica della più grande area protetta della Sicilia.

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