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Lavoro, Confagricoltura: “E’ emergenza nei campi. Fare sistema”
di redazione siciliarurale

Fare sistema, insieme a tutti gli attori del settore agricolo, partendo dal contratto nazionale di lavoro e rivedendo gli strumenti attuali, per dare una risposta concreta ed efficace alle esigenze delle imprese e degli addetti.

Questa la proposta emersa ieri a Roma al convegno organizzato da Confagricoltura “Lavoratori agricoli cercasi.
Mercato del lavoro agricolo: antichi vizi, nuove virtù”.

Tra gli altri hanno partecipato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e, in video, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

In questi giorni, ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “il problema numero uno riguarda la mancanza di manodopera. Tutte le imprese ci stanno segnalando le difficoltà“. “Ancora oggi il lavoro in agricoltura – ha aggiunto – per molti italiani è considerato un lavoro da serie B e questo sinceramente dispiace” perchè è “un lavoro fatto ormai anche di novità di digitale e di innovazione“.

In agricoltura sono 1.072.078 i dipendenti al 2021, secondo quanto emerge da un rapporto Nomisma sulla base di studi dell’Osservatorio Evan lavoro agricolo-Inps. Quasi un terzo dei lavoratori è straniero, sebbene cambi la geografia di provenienza: aumentano gli extracomunitari, in particolare indiani, albanesi e marocchini. Ma gli intoppi burocratici frenano il loro inserimento nelle aziende, che diventano così meno attrattive rispetto a quelle estere.

Da qui le proposte di Confagricoltura: intervenire sui trattamenti economici per renderli più attrattivi e competitivi nell’ambito del Cnl, mantenere il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti, detassare gli aumenti retributivi contrattuali, ma anche avvicinare i giovani al mondo agricolo riconoscendo crediti e incentivi, rivedere insieme il decreto flussi che così come è strutturato non funziona. Per quanto riguarda le esternalizzazioni, per Confagricoltura è essenziale poter contare su un quadro normativo chiaro e stabile, che consenta alle imprese agricole di operare correttamente senza correre il rischio di interpretazioni opinabili che possono comportare gravi conseguenze sotto il profilo sanzionatorio.

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