Sicilia Rurale

Crisi agricola nella fascia trasformata. Il governo regionale in cerca di soluzioni

(di Angela Sciortino) La crisi morde da mesi le produzioni agricole della Sicilia Sud-orientale. Proprio lì dove negli anni ’70 cominciò a crescere e ad affermersi una imprenditoria contadina sì, ma innovativa. Si producono ancora nel Ragusano le eccellenze dell’orticoltura che raggiungono le tavole di tutti gli italiani ma, forse non tutti lo sanno, i margini di guadagno per i tanti serricoltori si sono ormai azzerati.

Una settimana fa c’era stato un incontro di fuoco a Vittoria. Gli agricoltori che avevano occupato il Palazzo di Città, così come avevano fatto i colleghi a Pachino e Santa Croce, hanno raccontato tutta la loro disperazione ai maggiori rappresentati del governo regionale: Presidente della Regione e Assessore all’Agricoltura.
«Da allora – sostiene Nello Musumeciil governo regionale è passato dagli impegni ai fatti». E snocciola appunto i fatti: la richiesta al ministero per le Politiche agricole dello stato di crisi per il comparto orticolo e per quello delle nocciole; l’attivazione di provvedimenti emergenziali per le aziende colpite da avversità atmosferiche; l’istituzione di un tavolo tecnico insieme a tutti i soggetti coinvolti; l’inserimento nella legge di stabilità di misure per contrastare le patologie delle coltivazioni; una campagna straordinaria di controllo sui prodotti agroalimentari importati».

Basteranno questi provvedimenti adottati con urgenza (molti dei quali necessitano o dell’ok di Roma o dell’Ars) per mitigare gli effetti della crisi di mercato per alcune delle più importanti produzioni ortofrutticole dell’Isola?
«Non ci facciamo illusioni – afferma il presidente Nello Musumeci – ma il primo passo è stato compiuto».

Nel frattempo, si è iniziato a lavorare per la sottoscrizione di un accordo di filiera per valorizzare le produzioni agroalimentari siciliane. Una prima riunione, alla quale hanno partecipato alcuni rappresentanti della GdO in Sicilia, si è tenuta a Palazzo d’Orleans. È stato fatto il punto sull’attuale situazione e sulle criticità del comparto, a cominciare dall’eccessiva polverizzazione e frammentazione delle aziende agricole che rappresenta un male antico soprattutto nel Meridione e che priva i produttori di una seria capacità contrattuale con i venditori.

E proprio i temi della mancanza di rapporti con i mercati, della concorrenza sleale con i prodotti che arrivano soprattutto dal Magreb e della necessità di prezzi concordati, sono stati gli argomenti affrontati nella lunga riunione alla quale erano presenti anche gli assessori all’Agricoltura, Edy Bandiera, e alle Attività produttive, Mimmo Turano. Al primo incontro (proficuo, l’ha definito Musumeci) ne seguiranno altri.

L’obiettivo è la stipula di un accordo di filiera che veda la Regione protagonista servirà anche a specificare meglio il ruolo di tutti gli attori nel lungo, e molte volte tortuoso, percorso dal campo alla tavola e che per i produttori è sempre meno remunerativo.

«Per troppo tempo – dichiara l’assessore Edy Bandiera buona parte della Grande distribuzione ha posto alla base delle proprie scelte il criterio del prezzo più basso. Questo è andato a grave nocumento delle produzioni siciliane di qualità. E’ doveroso invertire la tendenza e c’è un moderato ottimismo che la strada intrapresa sia quella che consentirà ai nostri prodotti maggiore attenzione e spazio nelle grandi strutture di vendita». Intanto, il dirigente generale del dipartimento regionale dell’Agricoltura Carmelo Frittitta, è volato a Roma per incontrare il direttore dell’Ismea, Raffaele Borriello, che ha dato ampia disponibilità ad attivare i meccanismi della sospensione di scadenze per gli agricoltori obbligati con l’Istituto. Infine un importante appuntamento con la politica europea: Musumeci ha invitato a Palazzo d’Orleans per venerdì 6 aprile tutti gli eurodeputati eletti in Sicilia. Sarà un uncontro operativo per individuare una comune strategia da adottare a Bruxelles a favore dell’agricoltura siciliana.

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