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Climatechange in agricoltura mediterranea: a Palermo la svolta dell’agriponic coltivazioni “senza terra”
di Nicoletta Lala

Coltivare “senza terra“, senza suolo reso arido dal cambiamento climatico. Della nuova opportunità, il sistema agriponic che consente di coltivare ortaggi a ciclo lungo come il pomodoro, si parlerà – insieme a tante altre innovazioni messe in campo per raccogliere la sfida del climate change – domani dalle ore 9:30, presso l’Aula magna “Gian Pietro Ballatore” del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università degli studi di Palermo, in viale Delle Scienze (edificio 4), durante la seconda giornata dell’ISPAMED (Innovations For Sustainable Crop Production In The Mediterranean Region).

Agriponic, in particolare, è un innovativo sistema di coltivazione senza suolo, a ciclo chiuso, che combina l’aeroponica e la NFT (sistemi digitali per la modulazione della coltivazione orticola in sistemi fuori suolo), con le piante posizionate su canaline, senza “terra“, all’interno delle quali vi sono le radici. Con risultati qualitativi e quantitativi paragonabili all’agricoltura tradizionale.

La sessione di domani mattina (inizio ore 9) evidenzierà il valore positivo della Dieta Mediterranea, ma anche dei fattori di cambiamento legati alla consapevolezza degli obiettivi della condivisione, della solidarietà e dello sviluppo in armonia con l’ambiente.

Si parlerà, quindi, delle malattie infettive emergenti e riemergenti e dell’introduzione di nuovi insetti fitofagi, così come dei vettori di malattie, vera minaccia per la salute delle piante e la salvaguardia della biodiversità. Nei prossimi anni anche la salute delle piante, come successo all’uomo con il Covid 19, sarà minacciata da nuove e importanti epidemie che metteranno a rischio la produzione agricola e interi ecosistemi. Verrà mostrato, perciò, come lo studio della diffusione di nuovi insetti delle piante, supportato da dispositivi legati all’agricoltura 4.0 e alla diagnosi intelligente, stia iniziando ad assumere un ruolo strategico nel contenimento delle malattie delle piante.

Con la sessione pomeridiana (inizio ore 15,00), si entrerà, infine, nel merito delle coltivazioni orticole sostenibili per le produzioni in serra: attraverso l’esplorazione di pratiche all’avanguardia con l’applicazione dei “Decision Support Systems” (DDS) e l’impiego dell’energia solare nelle regioni aride e semiaride.

A ISPAMED partecipano ricercatori, imprenditori e scienziati provenienti da dieci paesi: Albania, Bulgaria, Grecia, India, Italia, Marocco, Portogallo, Romania, Spagna e Tunisia.

Tutte le informazioni sul programma sul sito www.ispamed.org

La Conferenza internazionale, il cui comitato organizzatore è presieduto dal docente universitario Giuseppe Di Miceli, è promossa da: Consorzio di Ricerca per lo Sviluppo di Sistemi Innovativi Agroambientali (CORISSIA) e dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

Con il sostegno di: Dipartimento dell’Agricoltura della Regione Siciliana, Istituto Tecnico Superiore Sicani (ITS Sicani), Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Palermo (ERSU Palermo), Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO), Ente sviluppo Agricolo (ESA), DOS Sicilia, Netafim, Città Metropolitana e Comune di Palermo, Società Italiana di Agronomia (SIA), MDPI Agronomy, Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI), Società Italiana di Economia Agraria (SIDEA), Società Italiana di Economia Agro-Alimentare, Coldiretti Sicilia, Tenute Maltese, Tenute Caracci, Feudo Pollichino, Cuor di Leone, FiberTelecom.

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